Traduzione di Viviano Cavagnoli

(filosofia, attualità)

2015, pp. 218

isbn: 978-88-97476-27-6

€ 17,00 -5%16,15

 

Contrariamente alle apparenze, l’islamismo contemporaneo non è il sintomo di un ripiegamento sul passato e sulle tradizioni; è invece il sintomo di una ultra-modernità, o meglio di una contro-modernità che si propone (anche con la violenza) come modello alternativo a quello dell’occidentalizzazione. Ma l’idea di modernità, che gli islamisti iraniani e di altri paesi tradizionali si ostinano a rifiutare, è il prodotto più tipico del pensiero occidentale. Da qui lo «sguardo mutilato» e la conseguente «schizofrenia culturale» di tali culture, che sono affascinate e attratte dall’Occidente (delle cui conquiste non possono fare a meno, anche se non capiscono che acquisire una tecnica senza far propri, o almeno comprendere, i fondamenti metafisici che ne costituiscono l’ossatura è una pura illusione) e allo stesso tempo lo combattono, perché temono il contagio delle sue idee, soprattutto quelle di libertà individuale e di diritti umani. Tale paradosso, particolarmente marcato in seno alle élites intellettuali e religiose, è analizzato dall’interno in questo studio ormai diventato un classico.

Tuttavia queste élites, in particolare quelle religiose, dovranno prima o poi fare i conti con l’insopprimibile esigenza di libertà, nelle molteplici declinazioni che ne ha dato l’Occidente: libertà di pensiero, libertà di parola, libertà di religione e, last but not least, libertàdalla religione. Sanno che, se perdono questa battaglia, perdono ciò a cui tengono più di tutto, il prestigio e l’esecrabile presunzione (tipica di ogni religione e fonte di infinite violenze) di possedere univocamente la verità, dunque la loro stessa ragion d’essere. Si capisce pertanto l’intransigenza e la ferocia con cui la combattono: per loro è questione di vita o di morte. 

Daryush Shayegan, già professore di studi indiani e di filosofia comparata all’università di Teheran, ex direttore del Centro iraniano per lo studio delle civiltà, è una delle grandi figure di quell’intellighenzia iraniana che milita per la necessaria democratizzazione dell’Iran. È autore di diverse opere, tra le quali Hindouisme et soufisme e Qu’est-ce qu’une révolution religieuse?